Il «matrimonio di interessi» tra il Partito popolare pakistano orfano di Benazir Bhutto e quello guidato dall’ex premier Nawaz Sharif è già in crisi dopo appena tre mesi. I due partiti, vincitori delle elezioni, di febbraio scorso, avevano formato un governo di coalizione che aveva il preciso obiettivo politico di opporsi al presidente Pervez Musharraf, il generale che regge le sorti del paese dal golpe dell’ottobre 1999. Nove ministri del partito di Sharif hanno consegnato le proprie dimissioni al primo ministro Yusuf Raza Gilani, che per il momento le ha respinte. Le divergenze nella coalizione nascono dalla questione del destino dei giudici della corte suprema rimossi da Musharraf e diventati uno dei più autorevoli elementi dell’opposizione politica e sociale al regime del generale. Sharif accusa i rivali-amici del Ppp di non voler rimettere i giudici al loro posto, come invece promesso in campagna elettorale.
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