Anche i sunniti hanno le loro milizie

Un articolo del Los Angeles Times racconta di come il blocco governativo libanese avesse tentato di creare la propria milizia per contrastare anche sul piano militare Hezbollah. Il tentativo è fallito in una sola notte, la scorsa settimana.

Per circa un anno, il maggiore partito libanese appoggiato dagli Stati uniti ha messo in piedi una milizia sunnita sotto la guida di agenzie di sicurezza private. Lo sostengono esperti della sicurezza e fonti ufficiali libanesi. I combattenti, schierati con il movimento «Futuro» di Saad Hariri, sono stati addestrati ed armati per contrastare il gruppo sciita armato degli Hezbollah e proteggere il loro territorio da un potenziale scontro militare.
Ma in una sola notte, la scorsa settimana, il singolare esperimento di guerra privata è fallito. Dinanzi all’avanzata degli Hezbollah, le milizie di Futuro si sono date subito alla fuga da Beirut, o hanno deposto le armi. Successivamente alcuni dei combattenti hanno detto di essersi sentiti traditi dai loro mecenati politici, i quali non hanno fornito loro i mezzi necessari per proteggersi mentre le forze di sicurezza ufficiali si facevano da parte e lasciavano gli Hezbollah liberi di colpirli. «Noi eravamo pronti a reggere uno scontro di poche ore, non di più», ha detto uno dei combattenti sunniti in un momento di apparente calma durante gli scontri. Il capo di un’agenzia privata di sicurezza, che ha accettato di parlare in anonimato, ha ammesso che la forza militare sunnita non era «realmente pronta». «Si possono investire miliardi di dollari per creare un esercito in un anno–ha detto–Ma i combattenti devono essere motivati e devono credere in qualcosa. Devono essere disposti a morire». La maggioranza libanese al governo sostenuta dagli Stati Uniti e l’opposizione guidata dagli Hezbollah spalleggiati dall’Iran sono impantanati in una fase di stallo politico da più di un anno. Il Paese è senza presidente da novembre. Nell’ambito della crisi politica che ha marcato le differenze tra le varie comunità religiose, nel frattempo l’esercito libanese e le forze di sicurezza nazionali hanno svolto il ruolo di forze di pace, prevenendo gli scontri pur senza ingaggiare confronti con nessuno dei gruppi armati nell’area. La loro prima preoccupazione è stata fino ad ora di evitare interventi massicci per non rompere l’unità delle forze armate e far sprofondare il Paese in una guerra civile. Ma la crisi ha creato un vuoto di potere. I parlamentari del movimento di Hariri hanno negato che il partito stesse creando una milizia, sebbene ufficiali militari di alto grado, analisti indipendenti e funzionari dell’agenzia di sicurezza privata, chiamata Secure Plus, continuassero a dichiarare il contrario. Le agenzie di sicurezza private sono gli ultimi arrivati nel calderone di gruppi armati che comprende miliziani islamici che si rifanno ad al-Qaida, miliziani palestinesi che hanno le loro basi nella dozzina di campi profughi sparsi nel Paese, e Hezbollah. Con una velocità che ha sorpreso gli stessi osservatori, la scorsa settimana gli Hezbollah si sono impadroniti della parte ovest di Beirut ed hanno messo a tappeto i combattenti di Futuro. Hezbollah ha dichiarato che la sua mossa puntava a fermare il governo, che aveva dichiarato fuori legge la rete telefonica privata del gruppo sciita, ostacolando la sua capacità di fronteggiare Israele. Ma sembra che obiettivo principale della milizia sciita fossero i combattenti sunniti, alcuni dei quali operano sotto la guida di Secure Plus. Per mesi, gli ufficiali dell’esercito e delle forze di sicurezza nazionale hanno osservato con cautela l’espansione delle truppe combattenti Secure Plus-Futuro. Fonti vicine ed interne a Hezbollah hanno dichiarato di avere vigilato sulla crescita della potenziale minaccia. Lo scorso anno, Secure Plus è passata da una piccola compagnia di sicurezza a un’organizzazione con 3 mila dipendenti e affiliati non ufficiali sul libro paga, in maggioranza sunniti poveri provenienti dal nord del Paese. Alcuni di questi sono stati armati di pistole e fucili da assalto. «Noi disponiamo di…migliaia di giovani in abiti civili schierati in tutto il Paese», aveva dichiarato un ufficiale dell’agenzia prima che iniziassero gli scontri. Anche chi temeva le conseguenze di questa ondata di militarizzazione sperava che il rafforzamento militare di Futuro potesse creare un «equilibrio del terrore» con i meglio armati combattenti sciiti, hanno dichiarato fonti governative e membri del gruppo. «Da una parte, Hezbollah ha addestrato gruppi militari a sé affini», ha dichiarato un ufficiale di alto grado delle Forze di sicurezza nazionali che ha ricevuto 60 miliardi di dollari dagli Stati uniti per addestramento ed equipaggiamento. «Dall’altra, Futuro ha creato delle compagnie di sicurezza per proteggersi».
L’agenzia Secure Plus ha respinto diverse richieste di interviste. Si tratta della più grande tra le decine di agenzie di sicurezza sorte negli ultimi anni. Guidata da ex ufficiali dell’esercito libanese in pensione, si occupa della sicurezza di banche, alberghi e uffici. L’ufficio stampa di Hariri ha negato che vi fosse alcun legame ufficiale tra la Secure Plus e Futuro.

[Traduzione di Nancy Porsia per Osservatorio Iraq]

Tags assegnati a questo articolo: Libano

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia