Sale ancora il bilancio delle vittime di quello che è considerato il peggior sisma che la Cina ricordi negli ultimi trent’anni. Secondo l’agenzia Nuova Cina le vittime accertate sono 14.866, di cui 14.643 nella provincia del Sichuan, epicentro del terremoto. Secondo Li Chengyun, vice governatore del Sichuan, sotto le macerie ci sarebbero ancora 25.788 persone. I soccorsi sono resi difficoltosi dalle scosse di assestamento e dal maltempo. Ventimila soldati dell’esercito di liberazione popolare sono già impegnati nei soccorsi, altri 30 mila stanno invece raggiungendo il Sichuan. Gli elicotteri sorvolano le zone colpite, ma 30 villaggi rimangono isolati e non raggiunti dagli aiuti. Le linee telefoniche sono ancora interrotte. Sono mobilitati anche 2 mila medici del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino, dal momento che ora il rischio è che esplodano epidemie per la mancanza di acqua potabile. L’Organizzazione mondiale della sanità insiste infatti sull’importanza di distribuire acqua in bottiglia o disinfettare quella disponibile. Da varie parti sono arrivate offerte di aiuto. Il Giappone ha offerto 5 milioni di dollari per i generi di prima necessità. Il governo ha accettato le offerte, ma ha precisato che non ci sono le condizioni per l’ingresso nel paese di squadre di soccorso straniere. Oggi il primo ministro Jiabao si è recato in visita alla città di Beichuan e si è fermato in silenzio davanti alle macerie di due scuole. Nel paese continuano le polemiche sulle modalità di costruzione delle scuole, che sono crollate come «castelli di carta».






