Cina. Dopo il sisma il disastro ambientale

Ha superato i 19.500 morti il bilancio ufficiale delle vittime del sisma che lo scorso lunedì, 12 maggio, ha sconvolto il Sichuan, in Cina. Gli aiuti offerti dagli altri paesi vengono però rifiutati dal governo che anche oggi ritiene che i problemi di comunicazione e di trasporto del Sichuan non permettano di ospitare unità di soccorso straniere. Nonostante questo oggi il governo ha però autorizzato l’intervento di un gruppo di dodici vigili del fuoco giapponesi.
I problemi dopo il sisma si complicano. Il villaggio di Xang Hua, al confine della contea di Wenzhuan, la più colpita dal sisma, è stato raso al suolo e un fabbrica di fertilizzanti spazzata via. Si teme il disastro ambientale perché una consistente quantità di fertilizzanti si è riversata nel fiume che scorre vicino all’impianto.
Come se non bastasse ad essere in pericolo sono anche le dighe e i bacini idrici nelle zone colpite dal terremoto, come ha detto il ministero cinese per le risorse idriche Chen Lei. «La Cina deve affrontare problemi di rilievo per la sicurezza e la tenuta delle riserve idriche, delle stazioni idroelettriche, dei laghi artificiali creati dalle dighe e dalle strutture simili nella zona», ha detto il ministro.
L’allarme, che era stato lanciato subito dopo il terremoto e nelle ultime ore, sembrava rientrato. Gli ambientalisti avevano più volte messo in guardia il governo contro i mastodontici progetti idroelettrici del governo di Pechino, sollevando interrogativi sui rischi dati dalla proliferazione di dighe, che hanno messo in pericolo l’equilibrio geostatico di un’area già ad alto rischio sismico.
Le autorità hanno aperto le paratie di una delle dighe, quella di Zipingpu, vicino all’epicentro del disastro, per proteggere la vicina città di Dujiangyan.

Tags assegnati a questo articolo: Cina

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia