Partito dalla Repubblica ceca, lo sciopero della fame contro il nodo europeo dello scudo stellare statunitense si sta allargando anche ad altri paesi. Oltre a due pacifisti cechi Jan Tamas e Jan Bednar, che a Praga sono arrivati al sesto giorno di sciopero della fame, le proteste sono partite anche a Berlino, Budapest, Copenaghen, Torino e Milano e si stanno unendo allo sciopero altri pacifisti a Amsterdam, Londra, Malaga, Parigi e Tolosa. In Italia, a Trieste, Dino Mancarella è in sciopero della fame da sei giorni e oggi, a piazzale Flaminio, a Roma, alle 16, partirà anche il digiuno di altre due attiviste. Dall’estero, intanto, è arrivato il sostegno di Noam Chomsky, che da mesi segue la campagna dei pacifisti cechi contro lo scudo stellare. Nella Repubblica ceca, nei pressi del paese di Brdy, il Pentagono vule piazzare un radar che fa parte del sistema di comunicazione dello scudo. Il governo ceco si è rifiutato di tenere un referendum, come chiedono i pacifisti, perché sa che il 70 per cento dei cittadini è contrario.
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