Tre militari colombiani accusati dell'omicidio di tre indigeni

Un ordine di cattura è stato avanzato dalla Fiscalía 32 di Barranquilla contro il Tenente Galvis ed i soldati Pedro Luís Benavides Martínez e Néstor Emilio Correa Tapias, per l’omicidio, avvenuto il 21 gennaio del 2006, di tre indigeni della comunità Wayúu.
Il Tenente Galvis e i soldati Benavides e Correa, componenti del Gruppo di Azione Unificata per la Libertà Personale [GAULA] accompagnati dagli investigatori del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza DAS e i funzionari del Corpo Tecnico di Investigazioni [CTI], hanno fatto irruzione nel reggimento di Ware Waren [Comunità di Wasimal], municipio di Albania, dipartimento della Guajira, sparando indiscriminatamente contro gli indigeni della comunità Wayúu che celebravano una festa di fidanzamento.

Nella cerimonia, alla quale partecipavano più di 100 indigeni Wayúu di diversi clan, sono stati uccisi dai colpi di arma da fuoco Javier Pushaina di 28 anni, membro della comunità Wasimal, Luis Ángel Fince Iguana di 18 anni, della comunità Perancho e Gasparito Cambar Ramírez di 16 anni, della comunità Amare. Sono poi state ferite due persone mentre una donna incinta è stata malmenata.
I membri dell’Esercito Nazionale, secondo vari testimoni, sono irrotti violentemente accusando le persone che assistevano alla cerimonia di essere dei ladri. Non contenti degli omicidi, i tre militari, hanno chiuso gli invitati nel recinto degli agnelli e hanno preso gli oggetti di loro proprietà, tra cui vestiti, telefoni e amache. Senza ragione hanno poi arrestato Javier Pushaina, padre di uno degli assassinati, di 70 anni, insieme a Eduardo Pushaina della comunità 4 Novembre e Pablo Arpushaina, figlio del portavoce della comunità di Peratchon.
Di questo avvenimento conosciuto come massacro di Albania, dal luogo dove sono avvenuti i fatti, si sta discutendo nella Commissione Interamericana dei Diritti umani. Un esempio in più delle 955 esecuzioni extragiudiziali occorse nell’anno passato e riportate dalla Commissione Colombia-Europa-Stati uniti.

Il municipio di Albania, nel dipartimento della Guajira, è uno dei posti dove maggiormente abitano gli indigeni che fanno parte della comunità Wayúu, i quali sono stati fortemente penalizzati dalla presenza, dal 1976, del Consorzio Cerrejón che sfrutta il territorio ancestrale. Tutto ciò causa lo sfollamento forzato, le detenzioni arbitrarie, le torture e l’affettazione della salute comunitaria dovuta alla contaminazione prodotta dai ferrocarrili e dalla miniera, che impediscono la pratica pastorizia.
Nonostante la teorica smobilitazione paramilitare, questi gruppi continuano ad essere attivi nel territorio. Il Difensore del Popolo de La Guajira, Fernando López, ha riportato durante un incontro di organismi statali ed intergovernativi nel luglio del 2006, la notizia che un gruppo dissidente del Blocco Nord della AUC continua ad essere attivo in Bahia Portete, mettendo a rischio la comunità Wayúu.
La relazione di López racconta di una serie di azioni extragiudiziali attribuite all’Esercito Nazionale durante il 2005 in San Juan del Cesar [Guajira] da parte dei membri del GAULA. Alcuni componenti dell’Esercito Nazionale hanno ucciso arbitrariamente tre contadini, Edwin Norberto Vargas Lara, Eduardo Rafael Yepes Calvo e Gabriel Segundo Duran Molinares, presentandoli come guerriglieri morti in battaglia. Secondo l’Alto Commissariato, la Forza Pubblica in tutto il paese ha questa usanza di identificare le vittime come guerriglieri morti in combattimento, nascondendo così la gravità della violazione consegnando la giurisdizione ai tribunali militari invece che a quelli ordinari, i quali sarebbero per diritto coloro che dovrebbero indagare, giudicare e punire le violazioni dei diritti umani.
Un esempio di questo scenario è la distruzione della Comunità di Tabaco, municipio di Hato nuovo, attraverso l’intimidazione e le minacce. Nessun provvedimento giuridico è stato attuato.

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