La notte scorsa migliaia di persone hanno dormito per le strade di Chengdu, capitale del Sichuan, dopo che ieri, il governo provinciale, aveva annunciato che una nuova scossa compresa tra il sesto e il settimo grado della scala Richer sarebbe stata «altamente probabile tra lunedì e martedì» nella regione di Wenchuan. A Chengdu, gli abitanti hanno lasciato le loro case e portato in strada materassi, sedie e abiti, mentre molti altri si sono diretti verso un parco fuori dal centro cittadino. Sono 160 le scosse di assestamento d’intensità superiore al quarto grado della scala Richter registrate dopo il devastante terremoto che ha colpito la provincia del Sichuan il 12 maggio. Il bilancio ufficiale aggiornato delle vittime nella sola provincia del Sichuan è di 39.577 morti. I feriti sarebbero 245.963 e le persone ancora disperse 32.361. E per i 4,85 milioni di persone sfollate servono più di tre milioni di tende.
Il governo ha ribadito oggi che le 32 «fonti di radioattività» travolte da frane nel Sichuan sono «sicure e controllabili». Trenta tra esse sono state recuperate e messe in sicurezza, le altre sono state localizzate e dovrebbero essere presto trasferite in zone non a rischio. Tutti gli impianti atomici della provincia rimangono fermi.
Intanto Pechino ha criticato la Germania per l’incontro avvenuto ieri tra il ministro tedesco per gli aiuti allo sviluppo, la socialdemocratica Heidemarie Wieczorek-Zeul, e il Dalai Lama. «Siamo contrari al fatto che altri paesi, organizzazioni o individui usino il Dalai Lama per immischiarsi in affari interni cinesi», ha affermato un portavoce del ministero degli esteri di Pechino.






