Tre operatori umanitari, due italiani e un somalo, sono stati rapiti oggi da uomini armati nella provincia della Bassa Shabelle a sud di Mogadiscio. Lo riferiscono fonti di stampa internazionali, citando responsabili locali i quali hanno precisato che i tre sono stati prelevati questa mattina intorno alle 6, 30 ora locale nel villaggio di Awdhegle. Fonti diplomatiche hanno confermato il sequestro, fornendo i nomi dei due italiani sequestrati: Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini. Il terzo ostaggio sarebbe Abderahman Yusuf Arale, rappresentante locale e direttore della organizzazione non governativa Cooperazione italiana nord sud [Cins]. I tre si trovavano nella zona per verificare lo stato dei lavori di un progetto finanziato di costruzione di impianti di irrigazione, nella provincia della Bassa Shabelle, una delle zone della Somalia maggiormente interessata da gravi e cicliche siccità. Il progetto, finanziato dal ministero degli Esteri italiano in collaborazione con la Fao, «intende rispondere alle esigenze ed ai bisogni espressi dalle comunità locali dell’area di Awdegle, esigenze ben conosciute data la presenza fin dal 1994 dell’Ong in Somalia».
Potrebbe essere solo un rapimento a scopo di estorsione. Secondo fonti ben informate «a rapire i tre operatori umanitari sarebbe stato un gruppo indipendente» ovvero non legato ad alcuno degli schieramenti politici protagonisti del devastante conflitto che è in corso in Somalia.






