Le violenze contro i migranti si stanno propagando in Sudafrica. Oggi hanno colpito anche la città costiera di Durban, nell’est del paese. Nella regione del Kwazulu-Natal, a Umbilo, una folla inferocita di almeno duecento persone ha preso di mira i commerci gestiti da migranti nigeriani, mentre a Johannesburg – dove gli attacchi xenofobi hanno causato almeno 24 morti – sono stati dispiegati ieri tiratori scelti.
Secondo l’Onu, sarebbero almeno 13 mila le persone sfollate dalle violenze scoppiate l’11 maggio nella bidonville di Alexandra, nella capitale. Per molti sudafricani, i migranti – tra cui tre milioni provengono dallo Zimbabwe in preda a una grave crisi economica e politica – rubano il lavoro e sono responsabili dell’alto tasso di criminalità.
Il presidente Thabo Mbeki ha sottolineato come il Sudafrica non sia e non sarà mai «un’isola separata dal resto del continente». A Johannesburg e nelle altre metropoli del paese vivono circa cinque milioni di immigrati. Per lo più si tratta di lavoratori provenienti dal Malawi, dal Mozambico e soprattutto dallo Zimbabwe.






