Se ne parlava, anzi se ne sussurrava, da qualche settimana, ma mercoledì è arrivata la conferma ufficiale e bilaterale: Israele e Siria sono impegnati in colloqui indiretti di pace, con la mediazione della Turchia, paese in buoni rapporti tanto con Tel Aviv che con Damasco. I colloqui, secondo il portavoce del ministero degli esteri israeliano Mark Regev, stanno avvenendo «con un spirito positivo per arrivare a una pace completa». Quasi identiche le parole del comunicato del ministero degli esteri siriano, che parla di «buona volontà e impegno». La mediazione turca è iniziata in aprile, per cercare di superare lo scoglio dello status delle Colline del Golan, territorio siriano che Israele occupa dal 1967. Un eventuale ritiro israeliano nei confini del 1967, però, dovrebbe avere una contropartita «pesante», che secondo gli analisti potrebbe essere la fine dell’appoggio siriano a Hezbollah e Hamas.






