Undici soldati nigeriani sarebbero stati uccisi in un attacco condotto dai guerriglieri del Movimento di emancipazione del Delta del Niger [Mend] contro un oleodotto di proprietà della multinazionale anglo-olandese Shell, nello stato di Rivers, nella regione petrolifera del Delta del fiume Niger. La notizia è stata diffusa dagli stessi guerriglieri, con un’email inviata alle agenzie di stampa internazionali. L’esercito nigeriano ha confermato solo l’attacco all’oleodotto, ma non le perdite. Nel comunicato, i ribelli hanno dedicato l’attacco al presidente nigeriano Umar Yar’Adua e al suo vice Goodluck Jonathan, «che in un anno non sono riusciti a portare pace, sicurezza e riconciliazione nella regione del Delta». Da quando è emerso il Mend come principale movimento armato nel Delta, gli attacchi alle multinazionali petrolifere si sono intensificati. La Shell è stata costretta a tagliare di un terzo la propria produzione in Nigeria [ottavo paese esportatore di greggio al mondo]. Il nuovo attacco, se fosse confermata la versione dei ribelli, rappresenta un salto di qualità nell’azione militare e nella sfida politica al governo nigeriano, che finora ha cercato di trattare i movimenti armati del Delta come semplici «banditi», nonostante la qualità delle rivendicazioni politiche dei ribelli, che chiedono una diversa ripartizione delle royalties petrolifere a favore delle regioni del Delta.






