Le previsioni del tempo per la provincia del Sichuan dicono che nei prossimi giorni ci saranno piogge, forse anche molto forti. E le autorità cinesi sono preoccupate: dopo la scossa del 12 maggio e le migliaia di scosse di assestamento [la più forte ieri, di 6 gradi della scala Richter] sono «nati» migliaia di laghi, creati dai detriti precipitati sul letto dei fiumi della regione. La situazione più preoccupante è a Tangjiashan, dove un lago di tre chilometri, con milioni di metri cubi d’acqua, minaccia di straripare. L’esercito ha mandato alcune centinaia di soldati con esplosivi per aprire brecce nella diga di detriti che ha bloccato il fiume. Il lago è a pochi chilometri dalla città di Beichuan, che è stata in parte già evacuata. Il bilancio, intanto, sale: i morti sono ufficialmente 62 mila 664, i dispersi 23 mila 775. Più di cinque milioni gli sfollati e più di 358 mila i feriti. Le dighe che rischiano di crollare sono 69 e 310 quelle che hanno subito forti danni.
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