Il governo guineano accoglie le richieste dei militari per sedare la protesta

Sono state accolte, almeno in parte, le richieste dei soldati guineani che da venerdì scorso hanno inscenato una protesta, anche violenta, contro il governo reclamando il pagamento di stipendi arretrati e altre facilitazioni economiche. In un discorso alla nazione tenuto ieri sera in diretta televisiva, il nuovo primo ministro Ahmed Tidiane Souare, nominato solo la scorsa settimana, ha invitato alla calma i militari che da giorni occupano alcune delle principali caserme del paese promettendo che dalla fine del mese inizieranno i pagamenti degli arretrati per una cifra di oltre 1100 dollari per ciascun soldato.
Souare ha poi annunciato il licenziamento del ministro della difesa e la liberazione di tutti i militari detenuti in seguito ai disordini del 2007, quando morirono oltre 130 persone, oltre all’abbassamento del prezzo del riso che l’esercito fornisce ai militari. I mezzi di informazione locali, stamani sottolineano come richieste analoghe siano state avanzate nei mesi scorsi da tutti i settori dell’amministrazione pubblica – dagli insegnanti ai dottori – senza aver mai ottenuto risposta ed evidenziando come le altre categorie «non possiedano i mitragliatori». Intanto, secondo fonti locali, è salito a 3 persone morte e 22 ferite, il bilancio delle proteste dei militari dei giorni scorsi. In tutti i casi si tratta di civili colpiti dai proiettili vaganti sparati dai militari durante le loro proteste.

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