Dopo 240 anni di monarchia, il Nepal si prepara a diventare una repubblica. L’assemblea costituente, convocata con le elezioni di poche settimane e dominata dal partito maoista, avrebbe dovuto votare già oggi l’abolizione della monarchia ma il voto è stato rinviato di alcune ore. La proclamazione della repubblica, già festeggiata con caroselli e cortei nelle strade della capitale Kathmandu, sarà solo il primo compito dell’assemblea che per i prossimi due anni avrà l’obiettivo di riscrivere l’architettura istituzionale del paese e – almeno nelle opinioni dei maoisti, che sono il primo partito – farla finita con i residui di un sistema economico e sociale impregnato di feudalesimo. I lavori dell’assemblea sono iniziati con imponenti misure di sicurezza, causate dall’esplosione avvenuta martedì di una bomba nella capitale [due persone ferite]. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo finora sconosciuto di estremisti hindu leali alla monarchia. I vari partiti che dividono i 575 deputati costituenti hanno iniziato le trattative per definire il governo dei prossimi due anni e la divisione delle cariche istituzionali, nonché i poteri dell’assemblea sull’amministrazione ordinaria dello stato. Intanto, il re Gyanendra [che aveva sospeso la costituzione e riportato la monarchi assoluta] e la regina Komal sono stati visti uscire dal palazzo reale a bordo di un’auto. L’assemblea ha dato loro 15 giorni per lasciare il palazzo.
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