La protesta dei pescatori contro il caro gasolio si propaga in Europa

I pescatori francesi proseguono lo sciopero contro il caro petrolio e sono stati raggiunti dagli agricoltori che, da questa notte, bloccano i depositi petroliferi di diverse città. I manifestanti chiedono misure di emergenza per sollevarli dall’aumento delle spese, a partire da un gasolio professionale detassato.
Gli agricoltori denunciano anche l’aumento del prezzo dei fertilizzanti e degli alimenti per gli animali. I pescatori francesi del Mediterraneo hanno lanciato uno sciopero totale almeno fino a lunedì. Quasi tutti i porti bretoni sono fermi. Questo pomeriggio si svolgerà una manifestazione a Quimper, alla quale parteciperanno anche gli agricoltori. I porti del nord della Francia sono invece tornati al lavoro, aspettando di vedere se il governo applica le misure annunciate, prima di proseguire il movimento.
Nel frattempo la protesta si è estesa anche ad altri paesi europei. In Spagna, centinaia di pescatori della Catalogna e dell’Andalusia hanno incrociato le braccia e la principale organizzazione patronale della pesca, la Cepesca, ha lanciato un appello allo «sciopero illimitato» a partire da venerdì, giorno in cui ci sarà una manifestazione nazionale a Madrid. Chiedono al governo spagnolo di intervenire e contrastare l’aumento del prezzo del gasolio con sovvenzioni pubbliche. Anche i trasortatori potrebbero unirsi alle proteste. In Indonesia, le manifestazioni si susseguono dopo che il governo ha annunciato la riduzione delle sovvenzioni sulla benzina. E in Gran bretagna, martedì 27 maggio, centinaia di tir hanno invaso il centro di Londra a suon di klaxson, per chiedere l’abbassamento delle tasse sul carburante.

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