Per quindici mesi Dan McNeill è stato il comandante generale delle truppe della Nato in Afghanistan. Oggi ha lasciato il posto a un altro generale statunitense, David McKiernan. Nel discorso finale, durante la cerimonia di passaggio delle consegne al suo successore, McNeill ha detto che la Nato in Afghanistan «è al di sotto delle risorse necessarie», nonostante i 53 mila soldati della forza internazionale di stabilizzazione [Isaf]. McNeill ha ribadito che c’è bisogno di «più manovrabilità, più capacità aerea, migliore intelligence» se si vuole «sconfiggere» gli insorti. Altrimenti, con una guerra di contro-insurrezione «classica» ci vorrebbero almeno 400 mila soldati sul campo. Numeri impossibili da ottenere, dato che i paesi della Nato, soprattutto quelli europei, sono sempre più insofferenti per il costo, umano ed economico, della missione militare in Afghanistan. Il nuovo comandante, McKiernan guidava l’attacco di terra all’Iraq nel 2003. Non è esattamente un buon biglietto di presentazione.
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