Il presidente sudafricano Thabo Mbeki ha chiesto scusa al presidente nigeriano Umaru Yar’Adua per gli attacchi contro gli immigrati, nigeriani e non, che nelle scorse settimane hanno provocato 62 vittime.
Il presidente nigeriano, in Sudafrica per rafforzare dialogo politico ed economico bilaterale, ha risposto esprimendo «profonda simpatia non solo per le vittime ma anche per il governo e il popolo sudafricano, perché noi abbiamo avuto simili esperienze in passato».
Al centro delle discussioni tra i due ci sarà anche la legge sull’immigrazione sudafricana, il trattamento riservato ai sans papiers e l’integrazione dei nigeriani nel paese. È la prima volta che Mbeki si scusa per quanto accaduto dall’11 maggio e per le due settimane successive. Il governo di Abuja ha reso noto che non ci saranno richieste di risracimento per i danni subiti dagli immigrati nigeriani. Secondo i dati ufficiali la comunità straniera più colpita sarebbero stati i mozambicani, con 23 vittime e 27 mila persone tornate nel paese di provenienza, mentre circa 25 mila zimbabweani sono fuggiti nei paesi confinanti.
Intanto sono stati aperti 142 processi in relazione alle violenze contro gli stranieri [con incriminazioni per omicidio, tentato omicidio, furto e incendio], di cui 102 nella provincia di Gauteng, dove si sono verificati gli incidenti più gravi che hanno colpito anche asiatici e sudafricani.






