Giornata di sangue in Sri Lanka, dove si intensifica la guerra tra il governo di Colombo e i guerriglieri separatisti dell’Ltte, le Tigri della minoranza tamil. Almeno due bombe sono esplose a poche ore di distanza in due diverse città, a Kandy e nella capitale Colombo. L’attacco nella capitale, diretto contro un autobus di linea, nelle ore di punta, ha causato almeno 20 morti e 80 feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. Nel nord del paese, intanto, l’esercito governativo continua la sua offensiva contro le posizioni dei guerriglieri. E le Tigri dicono che gli attacchi a Colombo sono una ritorsione per le vittime civili causate dalle operazioni militari. L’ultimo attentato era stato mercoledì, quando 24 persone erano rimaste ferite per una bomba esplosa su un treno usato dai pendolari. A febbraio scorso, un attacco suicida nella stazione di Colombo, aveva causato undici morti. I combattimenti e gli attacchi della guerriglia si sono intensificati da gennaio, quando il governo ha dichiarato ufficialmente chiuso il cessate il fuoco che era stato siglato all’inizio del 2002, dopo lo tsunami che aveva devastato il paese. La tregua, mediata dalla Norvegia per incarico dell’Onu, non aveva comunque avviato alcun processo di pace per risolvere un conflitto ormai trentennale tra la minoranza Tamil, che accusa la maggioranza cingalese di discriminarla nel governo del paese e nella distribuzione delle risorse.
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