In una riunione pomeridiana, il governo israeliano presieduto da Ehud Olmert dovrà decidere se dare il via libera a un’operazione militare contro la Striscia di Gaza. L’incontro avviene dopo che ieri la famiglia del caporale Gilad Shalit, rapido nel 2006, ha ricevuto una lettera che testimonia l’esistenza in vita del soldato. Nelle ultime settimane, poi, con la mediazione egiziana, Israele e Hamas stanno trattando, indirettamente, per cercare di arrivare a una tregua. Il governo Olmert [in crisi per le accuse di corruzione] punta ad avere la liberazione di Shalit come parte del «pacchetto» di trattative con il movimento di resistenza islamico palestinese che controlla la Striscia di Gaza. Tanto i vertici dell’esercito israeliano, quanto alcuni esponenti del governo come il ministro degli esteri Tzipi Livni e quello della difesa Ehud Barack stanno studiando «tutte le opzioni» possibili per risolvere quello che secondo loro è il «problema» della Striscia di Gaza, dichiarata da settembre 2007 «entità nemica» dallo stato ebraico. Nonostante il blocco economico che ha reso impossibile la vita del milione e mezzo di palestinesi della Striscia, i lanci di razzi contro la città di Ashkelon e contro la cittadina di Sderot continuano. E Israele sembra non «accontentarsi» più delle cosiddette ritorsioni, che causano un alto numero di civili senza intaccare più di tanto le milizie palestinesi.






