Il governo provvisorio di transizione somalo ha firmato un accordo di cessate il fuoco con il blocco delle opposizioni armate, guidato dai resti della galassia di movimenti islamisti riunita attorno alle Corti islamiche. L’accordo è stato mediato dall’Onu, per cercare di evitare l’esplosione di combattimenti più estesi di quelli che nelle ultime settimane sono esplosi a Mogadiscio e in altre città del paese. E’ un accordo molto fragile, che già è stato criticato da Hassan Dahir Aweis, uno dei principali leader islamisti, perché non accoglie la richiesta di ritiro immediato dalla Somalia di tutte le truppe straniere. Il riferimento è all’esiguo contingente dell’Unione africana e al ben più consistente esercito etiope, entrato in Somalia ormai un anno e mezzo fa per sostenere il governo di transizione e percepito dalla maggior parte dei somali come una forza di occupazione, senza alcuna legittimità.
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