Martedì sera si è svolta a Seoul un’enorme manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente Lee Myung-bak. E’ la prima volta da 20 anni che i sudcoreani scendono in piazza in modo così massiccio. Mercoledì mattina, la polizia stava ancora tentando di disperdere gli ultimi manifestanti, radunnati attorno a una barricata che bloccava la principale via di accesso al palazzo presidenziale.
Secondo la stampa sudcoreana, il presidente si appresta a cedere il posto di premier a Park Geun-hye, la sua rivale per il controllo del Grande partito nazionale, dopo che ieri il governo ha presentato le sue dimissioni in blocco.
La crisi nasce dall’accordo di libero scambio concluso ad aprile con gli Stati uniti e che prevede, tra le altre cose, l’apertura del mercato della carne alle importazioni. Una liberalizzazione che mette a rischio i piccoli allevatori sudcoreani e i consumatori che temono l’arrivo di carne infetta da encelofalopatia spongiforme [malattia della mucca pazza]. Da maggio, si moltiplicano le manifestazioni contro l’import di carne di manzo a Seoul e nel resto del paese.






