Dovrebbero arrivare a fine giornata i risultati definitivi del referendum irlandese sul trattato europeo di Lisbona, ma i primi dati danno il «no» vincente al 54,7 per cento, contro il 45,3 per cento per i «sì», secondo i risultati dello spoglio dei voti di 19 delle 43 circoscrizioni. L’annuncio dei dati complessivi definitivi e’ atteso nelle prossime ore. Non è stato comunicato alcun dato ufficiale sull’affluenza alle urne. Secondo l’Irish times sarebbe di 50 per cento mentre la televisione pubblica Rte parla di 40 per cento. La poca partecipazione al voto è da tempo additata come possibile responsabile di una vittoria del «no». I tre milioni di elettori irlandesi erano chiamato a pronunciarsi su un testo che riguarda 495 milioni di persone, ma gli altri 26 paesi hanno scelto la via parlamentare. Il Trattato di Lisbona già stato ratificato da 18 paesi, ultimi, mercoledì, l’Estonia, la Finlandia e la Grecia.
Se dovesse vincere il «no», il Trattato di Lisbona, che doveva sostituire il progetto di Trattato costituzionale bocciato nel 2005 dalla Francia e dall’Irlanda, potrebbe essere definitivamente abbandonato. Secondo Roberto Musacchio, eurodeputato del Prc e Graziella Mascia, vicepresidente della Sinistra europea, gli irlandesi, con la loro probabile bocciatura del trattato di Lisbona, chiedono un’altra Europa. «Se pensiamo solo a due atti recenti del Consiglio dell’Unione europea, come la direttiva che estende a dismisura l’orario di lavoro e quella che imprigiona i migranti fino a 18 mesi, troviamo conferme drammatiche a queste critiche. […] Le condizioni sociali, economiche e civili di questa Europa – dichiarano Mascia e Musacchio – sono di grande sofferenza e chiedono risposte forti e nuove. Noi ribadiamo che occorre un nuovo, democratico processo costituente, affidato magari al Parlamento europeo che si eleggerà nel 2009».






