Oltre 60 agenti di polizia e un generale delle forze armate sono stati presi in ostaggio da migliaia di cittadini peruviani in rivolta e costretti all’interno della cattedrale della città di Moquegua, nel sud del paese. Lo riferisce la stampa locale precisando che il sequestro si è verificato dopo violenti scontri tra polizia e manifestanti che chiedevano aumenti salariali alla compagnia mineraria locale; i primi bilanci degli incidenti parlano di oltre 60 feriti, tra cui 13 agenti donne a cui la folla ha dato il permesso di uscire dalla basilica per farsi curare.
La città, a oltre mille chilometri a sud di Lima è paralizzata e la radio locale riferisce di oltre 20 mila persone riversatesi nelle strade per chiedere al governo una ridistribuzione delle imposte versate dalla compagnia Southern Perù per sfruttare i giacimenti di rame nei pressi di Moquegua, non lontano dalla frontiera con il Cile. Le autorità di Lima, intanto, sarebbero riuscite a trovare un accordo con i manifestanti che da una settimana bloccano l’autostrada che conduce nel sud del paese andino; le sollevazioni sociali non sono rare nelle regioni minerarie peruviane e vedono la popolazione locale opporsi alle grandi compagnie accusate dio realizzare enormi profitti e di inquinare l’ambiente circostante.






