L’aveva anticipato la Bbc venerdì: Morgan Tsvangirai, il leader del partito di opposizione Mdc in Zimbabwe, ha deciso di ritirarsi della corsa presidenziale. Non parteciperà al ballottagio previsto il 27 giugno, a causa delle violenze nel paese. Gran parte degli zimbabwiani appoggia la decisione di Tsvangirai. Alle consultazioni del 29 marzo scorso, Tsvangirai aveva ottenuto il 47,9 per cento dei consensi contro il 43,2 per cento del presidente Robert Mugabe. Tuttavia, da allora si sono moltiplicati i casi di violenza e intimidazione contro i sostenitori dell’opposizione.
Ieri, Tsvangirai ha reso noto che «200 mila persone sono sfollate, più di 86 sostenitori del Movimento per il cambiamento democratico sono stati uccisi, oltre 20 mila case sono state bruciate e più di 10 mila persone sono rimaste ferite in un’orgia di violenza». Il governo di Harare ha annunciato che le elezioni si terranno comunque venerdì prossimo, se Tsvangirai non invierà una comunicazione scritta del suo ritiro alla Commissione elettorale dello Zimbabwe. Una volta informata la Commissione, Mugabe sarà dichiaratore vincitore e verrà formato il nuovo governo. A questo punto la Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe [Sadc] potrebbe fare pressioni sulle due parti, perché si istituisca un governo di unità nazionale.






