L’ora X potrebbe scattare in qualsiasi momento tra il 4 novembre 2008 e il 20 gennaio 2009. Cioè tra le elezioni presidenziali statunitensi e l’inizio del mandato del nuovo inquilino della Casa bianca. Secondo l’ex ambasciatore Usa all’Onu Richard Bolton, è in quelle settimane che Israele potrebbe tentare il blitz aereo sugli impianti nucleari iraniani. Bolton lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano britannico Daily Telegraph, spiegando che l’attacco avverrebbe in quel «vuoto politico» per evitare di influenzare le elezioni e di rimanere con le mani legate per altri quattro anni. L’aviazione israeliana, secondo il New York Times, ha condotto all’inizio di giugno un’esercitazione sui cieli del Mediterraneo orientale e della Grecia proprio per simulare l’attacco sull’impianto nucleare di Natanz, uno dei centri chiave del programma nucleare iraniano. L’Iran reagisce alle voci di attacco con un atteggiamento di sfida, esteso anche all’Ue. I paesi europei si stanno rapidamente adeguando ai desideri della Casa bianca, quanto a linea con la repubblica islamica. Lunedì, l’Ue ha deciso una serie di sanzioni, come «reazione» alla decisione iraniana di andare avanti con il programma di arricchimento dell’uranio in quanto previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare come un diritto di ciascun paese, purché a scopi civili. Che è esattamente quello che Teheran dice di fare. Finora, le ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica non hanno trovato alcuna prova che ci sia un programma nucleare segreto. Ma questo sembra non scoraggiare né Washington, né Tel Aviv.
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