L'Onu condanna la campagna di violenza del governo in Zimbabwe

I membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu hanno condannato oggi all’unanimità il governo dello Zimbabwe, per la «campagna di violenza» contro i suoi oppositori, e considera «impossibile» lo svolgimento di una elezione presidenziale trasparente, il 27 giugno. Il Consiglio, composta da 15 stati membri, «condanna la campagna dell’elezione presidenziale» che si è conclusa con l’assassinio di decine di militanti dell’opposizione e di cittadini. L’ambasciatore dello Zimbabwe presso le Nazioni unite, Boniface Chidyausiku ha tuttavia annunciato che l’elezione di svolgerà venerdì malgrado tutto. Le potenze occidentali non sono riuscite a mettersi d’accordo sull’introduzione nel documento di una dichiarazione che riconosca nel capo dell’opposizione Morgan Tsvangirai il presidente legittimo fino a quando non sarà tenuta una elezione regolare.
Tsvangirai, rifugiato da quasi due giorni all’ambasciata olandese di Harare, ha dichiarato: «Non appena mi riterrò soddisfatto della sicurezza nell’allontanarmi, allora me ne andrò. Nessuno intende scacciarmi, e miei ospiti mi hanno confermato che potrò restare finché non riterrò di essere in grado di uscire senza correre rischi. Probabilmente andrò via entro i prossimi due giorni». Frattanto il presidente senegalese Abdoulaye Wade ha denunciato che domenica sera Tsvangirai si è rifugiato nell’ambasciata per sfuggire a militari fedeli al regime che erano andati a cercarlo per portarlo via: «E’ salvo soltanto perché, avvertito da amici, scappò di gran fretta appena pochi minuti prima che arrivassero», ha precisato Wade.

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