Dal 29 giugno al 2 luglio saranno in Italia i rappresentanti dei popoli indigeni dello stato brasiliano di Roraima, dove latifondisti e progetti idroelettrici minacciano la Reposa Serra do sol, territorio indigeno, e le 149 comunità che ci vivono.
Nello stato di Roraima, in Brasile, cinque popoli indigene, tra cui i macuxi e i wapichana, stanno lottando da decenni per ottenere riconoscimento e protezione del loro territorio, conosciuto come Raposa Serra do Sol. Raposa Serra do Sol è una zona di oltre 16 mila chilometri quadrati , nel nord-est dello stato e vicina alla frontiera con Venezuela e Guyana. Nella zona vivono otre 18.000 indigeni distribuiti in 149 comunità. Sin dal diciottesimo secolo le comunità hanno dovuto combattere contro un inesorabile processo di spoliazione delle terre e di violazione dei diritti. Da alcuni decenni a questa parte, l’offensiva dei latifondisti e degli allevatori ha portato le condizioni della popolazione a toccare livelli allarmanti di povertà e di negazione dei più elementari diritti, richiamando l’attenzione della comunità internazionale su una delle zone più ricche del mondo in termini di biodiversità. All’inizio del decennio molti dei ricchi occupanti sono stati convinti a lasciare la riserva e sono stati riubicati in altre zone. Nonostante ciò, e nonostante nel 2005, a seguito delle rivendicazioni della popolazione, il governo Lula avesse riconosciuto ufficialmente Raposa Serra do Sol come territorio indigeno, negli ultimi anni gruppi di latifondisti, principalmente coltivatori di riso, hanno nuovamente occupato una parte della riserva, con l’appoggio del governo di Roraima. Rifiutando ogni invito ad uscire dai limiti della zona, gli illegittimi occupanti hanno chiesto al Tribunale Federale del Brasile di concedere lo sfruttamento di una ampia fetta del territorio della riserva. Nell’aprile scorso il Consiglio Indigeno di Roraima [Cir] ha diramato un appello per chiedere l’espulsione immediata dei latifondisti, accusati di ricorrere a tattiche di guerriglia per resistere ai tentativi delle comunità e delle forze dell’ordine di espellerli dall’area e di aver causato alla comunità decine di feriti, oltre ad aver bruciato ponti e lanciato una bomba su una comunità abitata. I diritti delle popolazioni indigene sono garantite in Brasile dall’articolo 231 della Costituzione, che assicura loro possesso e utilizzo esclusivo sulle terre indigene. Gli indigeni di Raposa Serra do Sol hanno scritto una lettera aperta dove dichiarano «non accettiamo che le autorità abbiano atteso tre anni permettendo il clima di terrore che stiamo vivendo a Raposa. Condanniamo l’atteggiamento del governo federale che preferisce pochi sacchi di riso alla vita di 18.992 indigeni brasiliani».
Secondo le organizzazioni impegnate a fianco delle comunità brasiliane «si tratta di una battaglia cruciale per gli indigeni brasiliani. Se i coltivatori di riso ed i politici consentiranno il furto della Raposa Serra do Sol, gli indigeni di tutto il Brasile si dovranno preparare a vedersi sottratte le loro terre. E noi non possiamo concedere che questo succeda. La lotta degli indigeni di Raposa Serra do Sol supera in tal senso un ottica locale, e diventa un conflitto tra modi diversi di intendere il mondo, dando priorità da un lato alla garanzia dei diritti umani e dall’altro alla supremazia del potere economico». Oltre il lungo elenco di violazioni commesse contro le comunità della zona, ad aprile è stata diffusa la notizia che il Governo inglese ha invitato il governatore dello stato di Roraima, Anchieta Junior, a valutare l’idea di costruire una diga idroelettrica nel Rio Cotingo, che si trova all’interno della terra indigena.
Dopo un giro che ha toccato Belgio, Portogallo, Gran Bretagna e Francia, nei prossimi giorni saranno in Italia due leader indigeni di Reposa Serra do Sol, all’interno della Campagna Internazionale «Anna Pata, Anna Yan» [Nostra Terra, Nostra Madre] proprio per chiedere appoggio alla lotta per la difesa del loro territorio nella selva amazzonica. Le date delle iniziative in Italia saranno: Milano 29-30 giugno e Roma 1-2 luglio






