L’associazione delle Ong italiane ha lanciato un nuovo appello dopo il rapimento di altri cinque operatori umanitari dell’Ong italiana «Water for life», in Somalia. I rapiti sono tutti di nazionalità somala. «I sequestri di persona – dice Sergio Marelli, presidente dell’associazione Ong italiane, riprendendo il testo dell’appello–sono divenuti ormai un’arma quotidiana che colpisce personale italiano e internazionale ma anche personale somalo in modo crescente. La situazione è preoccupante, anche perché mai in Somalia si erano visti crimini organizzati con questa ampiezza e frequenza». Il 21 maggio scorso erano stati rapiti, sempre in Somalia, Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini insieme al collega Abdirahman John.
«La situazione è preoccupante–si legge nell’appello–anche perché mai in Somalia si erano visti crimini organizzati con questa ampiezza e frequenza. Si tratta di crimini che colpiscono persone impegnate per il bene comune, persone che nonostante i rischi e le difficoltà hanno continuato a portare aiuto, persone che credono nella solidarietà con i più deboli e bisognosi, con i propri fratelli e sorelle». «Noi ci siamo e continueremo ad essere al vostro fianco–concludono le ong italiane presenti in Somali da molti anni–potremo farlo solo di fronte ad una forte e decisa reazione di tutti i somali contro questo dilagare di criminalità e disumanità».






