Gruppi di miliziani armati hanno attaccato due campi profughi in Zimbabwe. Lo riferiscono fonti sanitarie e dell’opposizione del Movimento per il cambiamento democratico [Mdc]. Decine di sfollati, in fuga dalle violenze seguite alle contestate elezioni che hanno riconfermato al potere il presidente Robert Mugabe da 28 anni alla guida del paese, sono stati uccisi a Gokwe, a nord di Harare. Un altro raid è stato compiuto a Ruwa, sempre nei pressi della capitale, da un gruppo di militanti che hanno assaltato il campo col volto coperto. Circa 400 persone si erano rifugiate nel centro.
Intanto il presidente sudafricano Thabo Mbeki, mediatore dell’Africa australe, propone un piano che mantiene Mugabe come presidente e affida al leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai la carica di premier, rivela The Guardian. Mugabe svolgerebbe la carica di presidente fino all’adozione di una nuova costituzione e all’organizzazione di nuove elezioni. Il piano Mbeki propone anche il riconoscimento delle elezioni del 29 marzo, rischiesta fatta da Mugabe per partecipare ai negoziati.
Oggi, il presidente sudafricano dovrà rispondere alle pressioni dei leader del G8 di nuove sanzioni contro lo Zimbabwe, che gli Stati uniti intendono presentare nei prossimi giorni al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Mbeki è a Hokkaido insieme ai leader di Nigeria, Algeria, Etiopia, Senegal, Ghana, Tanzania e al Presidente dell’Unione africana, per discutere della crisi alimentare ed energetica in atto nel mondo. La solidarietà occidentale rimane a parola però: Londra ha annunciato che espellerà gli undicimila profughi dello Zimbabwe arrivati in Gran bretagna in cerca di rifugio e asilo.






