Ancora una volta sarebbe stata la mediazione del Qatar a sbloccare lo stallo politico libanese, dopo l’accordo che, meno di due mesi fa, ha evitato che il paese precipitasse nella guerra civile. L’annuncio, stavolta, è che il Libano potrebbe finalmente avere il governo di unità nazionale che l’accordo tra i partiti, firmato a maggio in Qatar, aveva sì previsto senza tuttavia che si riuscisse a trovare la formula politica per realizzarlo. A quanto sembra – l’annuncio ufficiale è attesto a breve, secondo le agenzie di stampa internazionali – il nuovo governo dovrebbe essere composto da una trentina di ministri, due dei quali del partito sciita Hezbollah, che guida il blocco dell’opposizione alla maggioranza in carica, guidata dal partito sunnito di Saad Hariri, figlio dell’ex primo ministro ucciso in un attentato il 14 febbraio di tre anni fa. Oltre ai ministri di Hezbollah, altre nove poltrone sarebbero assegnati agli altri partiti sciiti, drusi e cristiani del blocco dell’opposizione. In totale, quindi, undici ministri, abbastanza per rendere effettivo il «potere di veto» previsto nell’accordo di maggio. Se l’annuncio fosse confermato, il Libano uscirebbe dalla peggiore crisi politica della sua storia recente, che ha rischiato di riportare il paese negli anni peggiori della guerra civile. Dopo la formazione del governo, inoltre, sono previsti colloqui tra le varie forze politiche per affrontare i problemi lasciati in sospeso dall’accordo di maggio.
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