Da una settimana Oscar Olivera, portavoce della Coordinadora en defensa del agua y vida di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato assieme ad altri attivisti dei movimenti sociali locali uno sciopero della fame per protestare contro il licenziamento di un operaio, Alejandro Saravia, cacciato dalla fabbrica di scarpe Manaco, controllata dalla multinazionale Bata. La protesta si sta allargando ai sindacati boliviani che hanno annunciato una mobilitazione contro il licenziamento. E la storia di Alejandro sta diventando il catalizzatore di una più ampia protesta contro le condizioni di lavoro nelle «maquilas» boliviane e contro l’arroganza delle aziende. Oscar Olivera, diventato famoso in tutto il mondo per le lotte contro la Bechtel e contro la privatizzazione dell’acquedotto di Cochabamba, nel 2000, sta scioperando assieme ad Alejandro e ad altri 21 operai che hanno occupato un ufficio del ministero del lavoro, nella capitale La Paz, per chiedere che il governo di Evo Morales intervenga contro la Manaco.
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