Forum dei popoli. La dichiarazione finale

«Il mondo intero attraversa negli ultimi decenni una crisi economica e sociale di estrema gravità»: si apre così la dichiarazione finale del VII Forum dei popoli, svoltosi a Koulikoro, in Mali, contrappunto del G8 di Hokkaido. La crisi, continua il documento, è causata «da un’offensiva del capitale finanziario internazionale che si traduce nella distruzione sistematica delle conquiste dei lavoratori, nella militarizzazione delle relazioni internazionali, nell’intensificarsi delle guerre, delle conquiste coloniali e imperialiste [Iraq, Afghanistan, Palestina], nel ricatto nucleare, nella criminalizzazione dell’immigrazione, nell’impennata dei prezzi dei carburanti, nella crisi alimentare, nelle sempre più folli e assassine riforme del Fondo monetario internazionale, della Banca mondiale e dell’Organizzazione mondiale del commercio, nelle privatizzazioni anarchiche di settori vitali delle economie». Gli oltre mille rappresentanti di organizzazioni della società civile proveniente da tutti i continenti denunciano imoltre quel che il G8 non dice: per esempio il sospetto che la crisi alimentare mondiale sia creata artificialmente per favorire l’introduzione in agricoltura degli Ogm, soprattutto nei paesi del Sud del mondo; e hanno ricordato dati scomodi, come l’irrisoria cifra di 39 miliardi di dollari che il G8 nel 2005 si è impegnato a cancellare per il debito estero dei paesi poveri mentre l’Africa affonda in un debito complessivo di 215 miliardi di dollari e l’America Latina ne deve 723 miliardi.
Il Forum ha anche ricordato uno dei paradossi mortali della civiltà contemporanea: «mentre il mondo ha bisogno soltanto di 30 miliardi di dollari l’anno per rilanciare l’agricoltura e sradicare definitivamente la fame, 1200 miliardi vengono spesi in armamenti e 862 milioni di persone muoiono di fame».

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