Il villaggio palestinese di Bil’in, in Cisgiordania, ha deciso di citare in giudizio due aziende canadesi, che hanno partecipato alla costruzione di un insediamento ebracio in territorio palestinese. Gli insediamenti sono illegali per le leggi internazionali e più volte l’Onu ne ha chiesto il «congelamento». E’ la prima volta che delle imprese private, per di più straniere, vengono portate in giudizio per aver costruito gli insediamenti ebraici. Le due aziende sono la Green park international e la Grenn mount international, ed entrambe hanno sede a Montreal. La denuncia, presentata presso il tribunale di Montreal, è per la violazione della quarta Convenzione di Ginevra, che vieta a una potenza occupante di trasferire la propria popolazione civile nei territori occupati. Bil’in è salito alla ribalta della cronaca per l’opposizione nonviolenta dei suoi abitanti alla costruzione del Muro israeliano. Ogni venerdì c’è una manifestazione, spesso con la presenza di attivisti internazionali, che hanno fatto di Bil’in un simbolo della resistenza all’occupazione israeliana in modi che non siano la lotta armata. A Bil’in si è svolto anche un incontro internazionale per lanciare una campagna nonviolenta in tutti i territori palestinesi.
A Gaza, intanto, i soldati israeliani hanno ucciso un palestinese. E’ la prima vittima dall’entrata in vigore della Tahdiyya, la tregua, tra Israele e Hamas.






