Freddie Mac e Fannie Mae. Sono due nomi molto familiari a qualsiasi cittadino statunitense. Sono due istituti di credito immobiliare, creati durante il New Deal e che «pesano» per quasi la metà del mercato dei mututi negli Stati uniti. In particolare, i due istituti sono specializzati nei mutui dei cosiddetti «prestatori garantiti». I mutui spesso, finiscono poi nel portafoglio di altri investitori e così le due società sono state risucchiate nel gorgo della bolla speculativa sul mercato immobiliare statunitense. Dopo giorni di voci sul possibile fallimento delle due società, la Casa bianca ha deciso lunedì mattina di intervenire per salvarle ed evitare una nuova «bomba» economica e sociale che farebbe impallidire la crisi dei subprime. Henry Paulson, segretario del tesoro, ha annunciato che l’esecutivo si prepara a chiedere al Congresso di autorizzare nuove linee di credito per le due società e che il Tesoro federale è pronto a sottoscrivere le loro azioni «se si rendesse necessario». Il valore delle azioni è già crollato in borsa negli ultimi giorni ma un eventuale fallimento significherebbe, in pratica, l’azzeramento dei mutui.






