Il premier belga Yves Leterme ha dato ieri le sue dimissioni, e ora il re Albert II è impegnato in consultazioni per trovare una via di uscita alla crisi. I principali partiti del paese escludono però la convocazione di elezioni anticipate a breve termine.
A fare precipitare la crisi è stata la scelta del partito democristiano fiammingo [Cdv] di Leterme, di non appoggiare le sue proposte per una riforma dello stato che prevedeva più autonomia per le Fiandre. Per i dirigenti del Cdv, alleato con gli indipendentisti della Nva, non è bastato: chiedevano anche l’immediata soppressione dell’unico distretto bilingue del paese, nella periferia di Bruxelles, dove la minoranza francofona gode di diritti particolari.
Ma non è detto che il re accolga le dimissioni del premier e potrebbe chiedergli di andare avanti lo stesso. Altra possibiltà per il re dei belga sarebbe un governo di trasizione, con un premier al potere per un solo anno e la convocazione di elezioni legislative nel giugno 2009 – con un anticipo di due anni rispetto al calendario che le fissava per il giugno 2011 – insieme alle elezioni regionali ed europee.
Per Albert II il tempo stringe, il sovrano dovrà decidere entro la questa settimana perché la sessione parlamentare si conclude con la festa nazionale del 21 luglio. «La casa Belgio – sottolineava ieri sera un editoriale pubblicato sul sito del principale quotidiano francofono del paese, Le Soir – non ha bisogno di una mano di pittura ma di un rinnovamento in profondità, se no è votata alla distruzione».






