Appena tre giorni dopo l’apertura a Pechino della tredicesima edizione dei Giochi paralimpici, le gare internazionale riservate a sportivi con disabilità, arriva il primo podio per gli azzurri con Fabio Tripoli che qualche ora fa ha vinto il bronzo nell’inseguimento su pista di categoria LC1 sulla distanza di quattro chilometri. Tripoli è uno dei 90 atleti italiani presenti a Pechino per 12 discipline assieme ad altri 4mila atleti provenienti da 150 paesi. Sicuramente più silenziose delle ben più chiacchierate e discusse Olimpiadi di luglio, per l’atleta Francesca Percolato, 38 anni, cinque Paralimpiadi alle spalle, dieci medaglie conquistate e quest’anno portabandiera dell’Italia, le paralimpiadi rappresentano comunque «una grande manifestazione» e parteciparvi «è un grande onore». «Ma la manifestazione conserva molti limiti – dice sempre la Porcellato – come i premi in denaro, 50 per cento in meno rispetto a quelli riservati a coloro che hanno partecipato alle Olimpiadi, le rare sponsorizzazioni, la mancanza di strutture e personale specializzato e l’assenza di aziende disposte a investire su di noi».
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