La Casa bianca ha diffuso i dettagli del discorso del presidente statunitense George W. Bush fissato per martedì pomeriggio alla National defense university. Bush prevede di ridurre il numero dei soldati statunitensi in Iraq [attualmente 146 mila] e di aumentare il contingente in Afghanistan, oggi composto da 33 mila soldati. La riduzione della forza di occupazione in Iraq dovrebbe iniziare già a novembre, quando è previsto il rientro negli Usa di un battaglione di marines, circa mille soldati schierati nella provincia di al Anbar, che non saranno rimpiazzati. A febbraio, poi, dovrebbe rientrare dall’Iraq anche una brigata dell’esercito, altri 3500-4000 soldati, più altrettanti delle unità logistiche.
Con gli stessi tempi e quasi con gli stessi numeri – anche se la decisione finale spetterà al nuovo inquilino della Casa bianca – aumenterà il contingente Usa in Afghanistan: un battaglione di marines arriverà a novembre e una brigata da combattimento dell’Us Army a gennaio. Secondo Bush, il miglioramento della situazione in Iraq, anche se «fragile», consente di ridurre le truppe, mentre in Afghanistan «con i loro attacchi brutali, i talebani e i terroristi sono riusciti a demoralizzare il popolo afghano». Un’ammissione, nemmeno troppo implicita, dell’aumento delle difficoltà militari per le truppe internazionali, sia per quelle impegnate nella missione Enduring Freedom che quelle del contingente Isaf.
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