Sale la tensione in Sri Lanka. Il governo ha annunciato di aver abbattuto un aereo dei guerriglieri Tamil, che da oltre un quarto di secolo combattono per l’autodeterminazione del nord-est del paese. E operazioni militari, con cannoneggiamenti e attacchi aerei sono in corso sulla linea del fronte, attorno alla zona di Vavunyia. Secondo il governo di Colombo, una quindicina di soldati sono morti nei combattimenti, assieme ad almeno una decina di guerriglieri, mentre otto poliziotti sono rimasti feriti. Le Tigri tamil non confermano l’abbattimento del velivolo, che secondo alcune ricostruzioni potrebbe essere un aereo leggero di fabbricazione ceca, contrabbandato a pezzi nel paese, poi rimontato e modificato per trasportare bombe. Il 10 agosto scorso, la forza aerea delle Tigri aveva per la prima volta attaccato i sobborghi della capitale Colombo. Intanto, però, il governo ha ordinato a tutto il personale internazionale, dell’Onu e delle Ong, di lasciare il territorio controllato dai ribelli, nel nord est del paese, perché «non è possibile garantire la sicurezza». Un segnale che prelude a nuove e più massicce offensive contro le enclavi tamil ancora in mano alle Tigri. La guerra in Sri Lanka, dopo due anni di pausa seguiti allo tsunami di fine dicembre 2004, è ripresa con maggiore intensità.






