Fonti ufficiali palestinesi riferiscono alle agenzie di stampa internazionali che almeno undici persone sono morte nelle sparatorie in corso nella Striscia di Gaza tra i poliziotti di Hamas e gli uomini del clan Doghmush, una delle più importanti famiglie della Striscia, concentrata nella zona di Sabra e molto temuta, perché considerata vicina sia agli ambienti criminali della Striscia che alle formazioni jihadiste più estremiste. Un poliziotto di Hamas era stato ucciso lunedì a Sabra e per questo stamattina le forze di sicurezza del movimento islamico palestinese hanno circondato l’area. Lo scontro con i Doghmush sembra essere una nuova fase della strategia di controllo della Striscia messa in campo da Hamas dopo la vittoria nel braccio di ferro con Fatah. Alcuni mesi fa, una serie di arresti e di sparatorie avevano decapitato un’altra potente famiglia della Striscia, gli Hillis, storicamente legata a Fatah. Come documenta l’International crisis group nel suo nuovo rapporto sulla situazione a Gaza, si tratta delle conseguenze della fallimentare politica di isolamento del movimento islamico palestinese, portata avanti da Israele con l’appoggio di una parte dell’Autorità nazionale palestinese, delle capitali arabe, degli Usa e dell’Unione europea. Una politica, secondo l’International crisisi group, che si sta rivelando controproducente, perché, per evitare di restare asfissiata, Hamas sta stringendo la presa sulla società civile palestinese, annullando le residue capacità di mobilitazione di Fatah nella Striscia ed estendendo il controllo sulle altre strutture sociali.






