Non sono bastati i 400 feriti di ieri, né la repressione ordinata dal governo a spegnere la determinazione dei manifestanti thailandesi. La People’s alliance for democracy ha deciso di continuare le manifestazioni di piazza contro l’inaugurazione del nuovo governo, che secondo la coalizione è retto dalla longa manus di Thaksin Shinawatra, il berlusconide già primo ministro della Thailandia, costretto a lasciare la guida del paese per le accuse di corruzione. Somchai Wongsawat, il nuovo primo ministro, costretto ieri a scavalcare una rete di recinzione per scappare dall’edificio del governo circondato dai manifestanti, è il cognato dell’ex premier, con il quale sembra condividere l’attaccamento alla poltrona. Nonostante le proteste, infatti, Wongsawat ha detto di non essere disposto a lasciare il governo e accusato anzi i manifestanti di essere violenti e contrari alla democrazia. Il bilancio degli scontri di ieri, però, parla chiaro: sono rimasti feriti otto poliziotti e 443 manifestanti.
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