Il vertice dell’Alleanza atlantica in corso nella capitale ungherese Budapest aveva come oggetto principale l’esame della situazione militare nei teatri dove le truppe della Nato sono presenti: Kosovo e Afghanistan, innanzi tutto. In Afghanistan nei prossimi mesi inizierà il processo di registrazione degli elettori per le prossime elezioni presidenziali: un periodo particolarmente critico e «attraente» per la guerriglia. Ma dal summit è uscita anche una decisione, alquanto inattesa anche se qualche segnale era già arrivato nei giorni precedenti, soprattutto da parte francese. La Nato ha infatti deciso di mandare una squadra navale formata da alcune delle unità inquadrate nel Gruppo navale permanente dell’Alleanza davanti alle coste della Somalia, per condurre una campagna contro i pirati. Le azioni dei pirati somali si sono intensificate negli ultimi due anni e hanno colpito navi mercantili e anche yacht privati che transitavano tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Al momento, in zona ci sono navi militari francesi, statunitensi e anche russe, che hanno circondato la nave ucraina Faina, sequestrata dai pirati tre settimane fa e carica di carri armati T72 apparentemente per il Kenya [anche se c’è il forte sospetto che la destinazione sia il Sud Sudan]. Lo scopo della squadra navale, di cui verosimilmente faranno parte anche navi italiane dato che il Gruppo navale permanente del comando sud, quello competente per territorio è al momento sotto comando italiano, sarà scortare i convoglio del Programma alimentare mondiale [Pam] destinati a varie zone dell’Africa orientale.






