Durante il mese del Ramadan, nelle Filippine, i combattimenti tra i guerriglieri del Fronte Islamico di Liberazione Moro [Milf] e l’esercito filippino non solo non hanno conosciuto tregua ma si sono anche aggravati: il conflitto strisciante si sta ormai avvicinando a una situazione di guerra aperta. Nell’isola meridionale di Mindanao, l’esercito risponde alle rappresaglie dei ribelli, con attacchi contro la popolazione civile musulmana: dopo che, lunedì scorso, 25 soldati sono rimasti uccisi in un agguato dei ribelli nella zona di Datu Piang, l’esercito ha bruciato una cinquantina di abitazioni civili.
Nelle zone centrali dell’isola invece, a maggioranza cristiana, le milizie del Milf hanno bruciato 180 abitazioni e ucciso un centinaio di civili. La Croce Rossa Internazionale e il Programma Alimentare delle Nazioni Unite parlano apertamente di crisi umanitaria a Mindanao ma il governo filippino continua ad aumentare le spese militari sostenendo che la situazione è sotto controllo.






