Con il mondo distratto dalla crisi finanziaria, il governo di Pechino ha avuto buon gioco a far scendere di nuovo il bavaglio della censura sui media, nazionali e internazionali. La bocca di ossigeno olimpica, infatti, è ufficialmente finita il 17 ottobre, quando il governo cinese ha annunciato che le regole «più aperte» per i giornalisti stranieri entrate in vigore per le Olimpiadi sono scadute e che «nuove regole» entreranno presto in funzione. Non si sa, ancora, quali saranno, ma è certo che la relativa libertà di movimento che i giornalisti stranieri hanno avuto negli ultimi mesi – salvo che in zone sensibili come il Tibet e il Turkestan cinese – non avranno più corso. Per i giornalisti cinesi, inoltre, le cose andranno decisamente peggio, dato che già oggi hanno un minore grado di libertà di movimento. Le organizzazioni internazionali dei diritti umani avevano sperato delle Olimpiadi rimanessero almeno le nuove regole per la stampa straniera. Ma anche questa speranza si sta dimostrando vana.






