I movimenti guerriglieri islamisti somali hanno minacciato di attaccare il Kenya, se il governo di Mombasa proseguirà con il piano di assistenza militare al governo provvisorio di coalizione somalo. Il piano kenyano prevede l’addestramento di diecimila soldati del nascente esercito nazionale somalo, ma secondo il portavoce dei movimenti islamisti, Muktar Robow, se questo programma fosse effettivamente attuato, «daremo istruzione ai nostri guerriglieri di lanciare il jihad anche in Kenya». Frattanto, in Somalia, continuano i combattimenti nella zona di Mogadiscio, dove i guerriglieri attaccano ormai sistematicamente le forze del contingente militare dell’Unione africa e le truppe etiopi che appoggiano il governo provvisorio. Il primo ministro etiope Meles Zenawi ha dichiarato giovedì che le truppe etiopi sono pronte a rivedere la loro posizione ma anche a tornare se le forze islamiste dovessero di nuovo prendere il potere in Somalia. Intanto, davanti alle acque somale è in arrivo una squadra navale della Nato ufficialmente solo per scortare convogli umanitari e combattere i pirati [vedi articolo a pagina 9].
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