Viene l’autunno anche in Palestina e viene la stagione della raccolta delle olive, principale fonte di sostentamento e di guadagno per decine di migliaia di famiglie di contadini palestinesi. Viene l’autunno e i coloni degli insediamenti ebraici nei Territori occupati si accaniscono sui contadini palestinesi per impedire la raccolta delle olive. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas ha protestato ufficialmente con il governo di Tel Aviv per gli attacchi già avvenuti nella prima settimana di raccolta delle olive in diverse zone della Cisgiordania. I coloni per tutta risposta hanno detto che sono i palestinesi a bruciare gli olivi e poi a dare la colpa ai coloni per screditarne l’immagine. Abbas ha promesso di finanziare un milione di nuovi olivi e ha invitato i contadini a «rinverdire» la Cisgiordania, da dove centinaia di migliaia di olivi sono stati sdraticati dagli israeliani. L’esercito israeliano, per aggiungere beffa al danno, ha invitato i palestinesi a «coordinare» la raccolta delle olive con le truppe che dovrebbero «proteggerli» dai coloni degli insediamenti illegali. Finora, dopo appena una settimana di raccolta, ci sono già state almeno 20 aggressioni contro i contadini palestinesi da parte dei coloni israeliani. Un segnale che la tensione in Cisgiordania continua a salire alimentata sempre di più dal comportamento aggressivo dei coloni.
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