Almeno nove soldati afghani sono morti e altri quattro sono rimasti feriti a causa di un bombardamento statunitense. Gli elicotteri d’assalto statunitensi hanno attaccato un avamposto dell’esercito afghano nella provincia orientale di Khost, al confine con il Pakistan, scambiandolo per una postazione di guerriglieri. Il Pentagono ha ammesso «l’incidente», causato da uno «scambio di identità» e ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Non è raro che i bombardamenti aerei e gli attacchi con elicotteri producano vittime «collaterali» ma in genere si tratta di civili – le vittime civili sono aumentate esponenzialmente negli ultimi mesi tanto che il governo del presidente Ahmid Karzai ha protestato più volte con la Casa bianca. Più rari sono «incidenti» di questo tipo tra unità militari anche se ieri uno alto ufficiale della Nato, il generale Craddock, aveva avvisato che «le operazioni militari in Afghanistan avvengono in modo scoordinato e sconnesso». Craddock ha anche detto che la guerra non può «essere vinta solo con operazioni militari» e che «molto di più deve essere fatto dal lato della ricostruzione civile». Il consiglio di Craddock, però, rischia di rimanere inascoltato mentre nel paese i combattimenti si estendono: l’esercito afghano ha affermato di aver ucciso 35 guerriglieri dopo due giorni di scontri nella provincia di Uruzgan.
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