Uribe ammette le violenze della polizia

Rifersice l’agenzia di stampa Misna che, dopo averlo ripetutamente negato, in un messaggio al paese trasmesso da radio e tv il presidente Alvaro Uribe ha ammesso che la polizia ha aperto il fuoco martedì contro un gruppo di campesinos, meticci e indigeni, che protestavano a Villa Rica, una comunità rurale del dipartimento sud-occidentale di Cauca, a poche ore dall’inizio di una Marcia della resistenza e della dignità convocata dalle popolazioni native della regione per l’accesso alla terra e contro la violenza. In seguito alla diffusione di un filmato da parte dell’emittente americana Cnn, in cui un agente è stato ripreso mentre sparava contro i dimostranti, Uribe ha confermato il fatto, ma ha attribuito la morte di due dimostranti allo scoppio di presunti ordigni che le vittime stavano maneggiando.Una versione respinta dall’Organizzazione nazionale indigena della Colombia [Onic], protagonista della marcia, che ha diffuso nomi ed età delle due vittime – un contadino di 17 anni e un indigeno di 41 – affermando che i loro corpi presentavano ferite da arma da fuoco.

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