E’ un caso giudiziario destinato a fare storia, quello di Noha Ostadh, giovane filmaker egiziana, di 27 anni. Perché Noha ha avuto il coraggio di denunciare Sharif Gommaa, che nel distretto cairota di Heliopolis l’aveva ripetutamente molestata in strada. Due giorni fa un tribunale del Cairo ha condannato Gommaa a tre anni di prigione e a pagare alla sua vittima un risarcimento di 895 dollari. E’ la prima volta che in Egitto un uomo viene condannato per molestie sessuali.
Gommaa aveva allungato le mani dalla sua macchina mentre Noha camminava per strada. L’episodio, avvenuto a giugno, si era concluso nel commissariato di zona dove Noha, superando anche l’ostilità di altri passanti, era riuscita a trascinare il suo molestatore. La sentenza, esemplare per rapidità del processo e peso della condanna, indica che finalmente le autorità egiziane si sono rese conto del rilievo, anche politico, della questione delle molestie sessuali. Secondo il Centro egiziano per i diritti delle donne, ben l’83 per cento delle donne egiziane ha subito episodi di molestie sessuali in strada, una percentuale che arriva al 98 per cento per le donne straniere. E non conta, secondo quanto emerge dalle analisi del Centro, che le donne siano vestite all’occidentale o portino l’hijab. La questione delle molestie sessuali, poi, è uno dei temi principali del dibattito nella ricchissima blogosfera egiziana che ne fa anche una questione di rapporti con il regime del presidente Mubarak, dato che i poliziotti non solo non indagano sulle poche denunce che qualcuna ha il coraggio di presentare, ma spesso sono i primi moltestatori.
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