Un convoglio delle Nazioni unite carico di aiuti umanitari è riuscito a raggiungere i primi profughi congolesi nella regione di Goma. Il capoluogo del Kivu, al confine con il Ruanda, è l’epicentro delle nuove scosse della guerra interna che contrappone le truppe del governo di Joseph Kabila a quelle del generale ribelle Laurent Nkunda. Negli ultimi giorni i combattimenti violenti e l’avanzata dei ribelli hanno spinto almeno un milione e mezzo di persone a fuggire dalla zona del conflitto. Il contingente di pace dell’Onu Monuc non riesce a far fronte alla situazione. Il convoglio umanitario – con aiuti d’emergenza per 250 mila persone – è partito dalla città di Rutsuhuru, al margine nord del parco nazionale dei monti Virunga. Un’area ancora relativamente stabile rispetto a Goma, che sta al margine sud del parco, sul lago Kivu. Il problema principale del momento è raggiungere i profughi, che hanno lasciato i campi per disperdersi nella foresta e nelle zone più difficili da raggiungere. Altri convogli dovrebbero partire entro breve termine, ma l’Onu ha chiesto alle parti di evitare di colpire i civili e di lasciare passare gli aiuti. Il generale Nkunda ha ribadito che per arrivare a un cessate il fuoco, ci vogliono colloqui diretti con il governo congolese. Il presidente Kabila, da parte sua, non vuole aprire trattative dirette, per evitare di legittimare la ribellione di Nkunda, il cui esercito è l’unica formazione che non ha accettato l’accordo di pace firmato tre anni fa per porre fine a otto anni [e più di due milioni di morti] di guerra interna ed esterna.
Sul fronte diplomatico, i ministri degli esteri francese e britannico, Bernard Kouchner e David Miliband, in rappresentanza della Ue, hanno visitato l’area degli scontri e hanno anche incontrato il presidente del Ruanda Paul Kagame, quello del Congo e i rappresentanti dell’Unione africana riuniti a Dar es-Salam, capitale della Tanzania. L’Ua sta cercando di arrivare a un vertice regionale per scongiurare tanto l’esplosione di una guerra a tutto campo in Congo, quanto che il conflitto tracimi nei paesi vicini. La tensione tra Congo e Ruanda è già alta, con il governo di Kinshasa che accusa il Ruanda di appoggiare i ribelli di Nkunda. Kouchner e Miliband hanno fatto appello all’Onu perché sia rafforzato il contingente internazionale della Monuc, già oggi, con 17 mila soldati, la più imponente operazione di peacekeeping dell’Onu, ma hanno escluso che l’Unione europea possa inviare una propria forza militare nella zona.
Intanto, secondo l’agenzia di stampa dell’Onu, Irin, la situazione è molto difficile anche dal lato ruandese: decine di migliaia di persone stanno passando il confine per fuggire agli scontri.
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