Per il secondo giorno consecutivo i ribelli del generale Nkunda si sono scontrati con milizie filo-governative attorno alla città di Kiwanja, nel Nord Kivu. La regione, nell’est della Repubblica democratica del Congo è nel caos. Le truppe ribelli – secondo il governo congolese appoggiate dal Ruanda – minacciano il capoluogo Goma e la loro avanzata ha causato l’esodo di almeno un milione e mezzo di persone. Le operazioni militari si sono ora spostate nel nord del Kivu, rendendo ancora più difficili i movimenti dei convogli umanitari dell’Onu che stanno cercando di soccorrere le centinaia di migliaia di persone fuggite agli scontri. Secondo quanto si apprende dall’Onu, almeno tre campi profughi attorno alla città di Rutshuru, da dove era partito qualche giorno fa uno dei convogli umanitari, sono stati rasi al suolo. I profughi hanno abbandonato i campi per disperdersi nelle foreste e nelle zone meno raggiungibili: così sono al sicuro dalle bande armate, ma è più difficile raggiungerli con gli aiuti. L’Onu sta cercando di rintracciare i 50 mila profughi che si stima vivessero nei campi attorno a Rutshuru.
L’attacco delle milizie filo-governative rende più difficile avviare qualsiasi trattativa, anche indiretta, tra i ribelli e il governo di Kinshasa. Il generale Nkunda ha minacciato di rovesciare il governo di Joseph Kabila, a meno che non ci siano trattative dirette. Kabila, però, non vuole trattare con i ribelli, per evitare di legittimarne le richieste. E mentre l’Unione africana, l’Onu e l’Unione europea cercano di disinnesscare con la diplomazia una bomba che potrebbe far esplodere tutta l’Africa centro-orientale, Nkunda minaccia di avanzare su Goma. Se la minaccia di attaccare direttamente Kinshasa sembra esegerata, le forze di Nkunda appaiono in grado di conquistare Goma o di colpire Masisi, una città usata come retrovia dai ribelli hutu attivi in Ruanda. Nkunda afferma di combattere in nome dei diritti dei tutsi, contro gli hutu. Ma questi alibi «etnici» sembrano più che altro una copertura per obiettivi strettamente politici, connessi, più prosaicamente, al controllo delle enormi risorse naturali del Congo.
Anche l’Onu prova a dissuadre Nkunda dall’avanzare su Goma. Alan Doss, capo della missione Onu in Congo [Monuc] ha detto all’emittente britannica Bbc che «nel caso il generale Nkunda voglia dar seguito alle sue minacce, abbiamo già preso alcune contromisure». Doss allude all’arrivo nell’area di Goma di rinforzi per il contingente di caschi blu della Monuc. «Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere i civili di Goma – ha detto ancora Doss – Da un attacco che certamente non è negli interessi di questo paese».
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